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KLANGWELT
“Quando noi pensiamo al nostro ORECCHIO, il primo pensiero che ci viene è che esso ci serve per udire. Tuttavia, se l’udito è la funzione più evidente dell’orecchio, ce ne sono altre: Una delle funzioni più importanti dell’orecchio è, in effetti, la funzione vestibolare. Il vestibolo, che fa parte dell’orecchio interno, controlla l’equilibrio. La coordinazione, la verticalità, il tono muscolare, tutti i muscoli del corpo, compresi quelli degli occhi, sono sotto il suo controllo. E’ grazie al vestibolo che noi riusciamo ad avere un’immagine del nostro corpo nello spazio. Il vestibolo inoltre è un’importante stazione di scambio per tutte le informazioni sensoriali che il corpo invia al cervello
Quando si ascolta una persona che parla o che canta, a livello si vive il suo stesso modello di fonazione in maniera neurologica e quindi attiva e con tutte le conseguenze intrinseche al relativo modello.
Già il grande scienziato francese TOMATIS fa notare come le alte frequenze siano stimolanti ed energetiche per il cervello, mentre le basse frequenze lo privano d’energia. Per questo motivo egli chiama le alte frequenze “suoni di ricarica”e le basse frequenze “suoni di scarica”.
E’ difficile parlare dell’orecchio senza parlare della voce; i due
sono, infatti, legati tra loro in una maniera non sempre chiaramente compresa.
Appoggiandosi sui dati sperimentali, Tomatis fece nel 1953 una comunicazione
all’Académie Française con la quale enunciò la seguente legge :
« La voce contiene
solamente i suoni che l’orecchio può percepire. »
In conseguenza di ciò, quando cambia il modo di percepire i suoni, la
voce cambia in uguale misura. E’ facile osservare questo fenomeno nei cantanti
con un problema di voce. In molti casi, il problema di voce ha per origine
un problema minore d’ascolto: l’orecchio, in questo caso non è in grado di
verificare la giustezza del suono nel momento che è emesso. Quando il problema
d’ascolto è risolto, la voce ritrova molto più facilmente la sua capacità
ottimale.” (da: Introduzione al metodo Tomatis)
Anche
le nostre CORDE VOCALI – lungi dall’essere un semplice
“strumento” per parlare o cantare – collaborano attivamente al
mantenimento del nostro equilibrio: Esse non si sono sviluppate per la
produzione di suono bensì come valvola per la respirazione e la regolazione
della pressione corporea, ma soprattutto per protegge i polmoni
dall’intrusione di corpi estranei (il cervello non distingue fra corpi
materiali e “nodi psicologici” ossia paure ecc.
Basta, del resto, pensare che la laringe è la sede di tantissimi riflessi necessari per espellere catarro o per liberarci da un’eccessiva pressione d’aria nella trachea dovuta a fatiche, dolori o emozioni (tossire, schiarirsi la voce, gemere, sospirare, urlare, piangere, ridere ecc). Sfortunatamente la nostra società ha reso tali riflessi un tabù (solo i bambini piangono, urlano ecc liberamente), addirittura ce ne vergogniamo!
Di conseguenza si può dire che la sede della nostra produzione sonora è uno dei luoghi più oppressi quotidianamente all’interno del nostro corpo; per non perlare poi della violenza che ci facciamo in nome dell’arte (forse sarebbe più opportuno parlare di moda o gusto prevalente…)
Non curanti del compito primario delle nostre corde vocali, pretendiamo da loro prestazioni snaturate e dannose (sembra essere naturale e scontato che un cantante almeno una volta nella sua carriera debba soffrire di nodi alle corde vocal!!??) che ovviamente non solo compromettono la qualità dei suoni che emettiamo, ma soprattutto la funzione delle corde come protezione dei polmoni e valvola di respirazione/regolazione della pressione.
Oggigiorno
i giovani cantanti per poter fare esperienza con il pubblico sono costretti ad
esibirsi (di solito gratis o quasi) in locali dall’acustica pessima con
impianti e tecnici (ammesso che ci siano) inadeguati. Inoltre l’amplificazione
della voce non è assolutamente all’altezza delle abitudini d’amplificazione
degli strumenti musicali, per cui il cantante è costretto ad “urlare”, non
come riflesso istintivo, ma come unico modo per farsi sentire.
Le
voci giovani spesso non hanno ancora sviluppato un volume naturale e lo sforzo
cui vengono sottoposte, nel medio/lungo termine lascerà segni indelebili.
Basta
accendere la televisione (brrrrr!!!) per costatare che le voci dei nostri
presentatori (soprattutto delle donne) sono rauche, rovinate, sgradevoli. Tutti
spingono e dove c’è spinta non c’è vibrazione (elemento indispensabile
alla salute delle corde oltre a fattore di benessere)!
Alcune
settimane fa ho iniziato a costruire il mio sito internet e nell’inserire i
miei alunni con le loro canzoni mi si è stretto il cuore, pensando che
quest’enorme potenziale umano ed artistico ha così poche occasioni di
emergere e di beneficare se stesso e l’ambiente (vale a dire la società).
Ho
sentito un ardente bisogno di costruire un luogo in cui possiamo condividere la
nostra ricerca di trovare una nuova forma d’arte del canto, in cui il
benessere psico-fisico dell’artista e di conseguenza anche degli ascoltatori
abbia un ruolo primario.
Devo
costruire una KLANGWELT (mondo del suono ove la parola KLANG include tutti i
fenomini sonori come anche rumori, risonanze ecc.), in cui l’acustica
favorisca la propagazione libera delle vibrazioni (frequenze alte) della voce
umana (o meglio del corpo umano): Un luogo, dove tutti giorni anche la mattina e
il pomeriggio (perché anche fare le ore piccole può creare dei problemi a chi
è diurno di natura o di lavoro…) sia possibile condividere la gioia del suono
vibrante con un pubblico, che va educato ad un ascolto esigente.
Da
poco ho finito il mio secondo laboratorio di teatro/voce, tenuto assieme ad una
collega eccezionale: l’attrice, regista ed insegnante Rossella Romagnoli nella
casa circondariale di Rimini nella sezione reclusione tossico dipendenti. Ho
trovato sorprendente quanto sia di gran lunga più poetico e toccante il lavoro
con i detenuti rispetto a quello nelle scuole oppure nei laboratori di
formazione professionale… è ovvio,
dentro il carcere non c’è il desiderio di prestazione, apparenza ecc, bensì
un forte bisogno di integrazione, equilibrio e benessere!
Molti
detenuti hanno tante storie da raccontare, e potrebbero usare la loro voce per
comunicare – soprattutto ai giovani delle scuole medie e superiori – le
conseguenze di una vita sprecata nella droga. Anche il loro suono troverebbe la
cornice ideale nella KLANGWELT, luogo che vuole non solo celebrare gli aspetti
estetici e piacevoli della voce umana, ma anche i contenuti attraverso di essa
espressi.
Sarà
un luogo dei DIRITTI UMANI (il primo è quello di VIVERE e per vivere bene ci
vuole un buon equilibrio).
Nelle
lezioni in carcere è capitato che un’esperienza con i suoni liberi della voce
e del corpo provocasse commenti come: ӏ una sensazione come quando la (la
droga) trovavamo buona…”. La vibrazione interna dei suoni porta a contatto
con il mondo dei sensi, dei colori, dei profumi, dei “viaggi” senza effetti
collaterali – anzi! Vorrei dare un seguito al lavoro iniziato “dentro”…
Nella
KLANGWELT si teranno spettacoli di voce, suono, musica, ma anche piccole
performances teatrali – clown e non per ultimo eventi di dialogo, attività
sociali ed umanistiche.
Il
progetto
KLANGWELT abbraccia varie discipline ed aspetti:
-
suono
della voce umana da solo e in relazione a strumenti musicali (preferibilmente costruiti
con materiali naturali o meglio ancora vicini ai vari materiali di cui è fatto
il corpo umano – es. corde di budello x violino, ossa per flauti e pelli di
tamburo) come esperienza per coloro che la emettono ma anche per gli ascoltatori
(esibizioni, esperienze, sperimentazioni, ricerche e workshops). Gli aspetti
vocali si basano sul metodo della voce (non violento) secondo Gisela Rohmert.
-
CLOWN:
Guarire con il sorriso secondo Patch Adams (vedi scheda)
-
DOPO-RECLUSIONE:
Inserimento
di alcuni ragazzi (quelli che sono residenti a Rimini e provincia e quelli che
lo desiderano) nelle attività del centro e attività di sensibilizzazione
(spettacoli, testimonianze, tavole rotonde) mirate soprattutto alle scuole medie
e superiori.
-
Sostegno
ed assistenza agli educatori: la fascia che rischia più di tutte le altre di
soffrire danni alle corde vocali, che peraltro si trasmettono ai bambini ai
quali insegnano attraverso la loro voce (spesso rovinata) questa violenza e
mancanza di rispetto della nosta società per il benessere vero dei suoi
componenti.
-
Sostegno
ed assistenza a tutti quelli che desiderano fare esperienze con gli aspetti sopra descritti
(enti, scuole, imprese ecc) o che hanno necessità di un’acustica davvero
ideale.
-
ATTIVITA’
UMANISTICHE E SOCIALI di ogni genere rivolte soprattutto ai giovani. Queste attività –
almeno che non sianoproposte obbligatoriamente da parte della scuola –
solitamente non attraggono i giovani, per cui verranno inserite in contesti di
attività più spettacolari ed attraenti per un pubblico più ampio. Lo stesso
metodo si adotterà per avvicinare il pubblico più orientato all’approccio
televisivo e mediatico di massa ad altri tipi di arte e cultura (letture fra un
concerto ed un altro, teatro sperimentale come apertura di uno spettacolo di
clown ecc).
Mi
ritengo una persona molto adatta per la direzione di questo progetto, in quanto
provvengo un po’ da tutti i vari “mondi”:
-
Sono
figlia di un caduto di guerra (vedi esperienza) e di una profuga, ho vissuto
molto da vicino tossicodipendenza, depressione e suicidio, sono immigrata,
ragazza madre;
-
dal punto
di vista artistico, ho ricevuto una formazione lirica; mi sono esibita nei piano
bar, nei club, nelle discoteche, nelle chiese e nei teatri, sono stata attratta
dalle mode e dalle contro-tendenze, ho avuto paralisi e nodi sulle corde vocali.
Mi sono cimentata in ogni genere musicale: Jazz, Pop, Rock, Soul, Dance, Blues,
Folk, Gospel, Polifonia, Etno-sperimentale, Lirica, nella musica Sacra,
Celtica…insomma, in tutto ciò che si può fare con la voce.
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Da circa
10 anni studio e lavoro con il metodo Rohmert (vedi scheda) che ha salvato le
mie corde vocali (e chissà quanti altri aspetti della mia salute-vita?).
-
Come
insegnante e voice trainer ho lavorato nelle scuole di musica, quelle
istituzionali; di teatro, e di teatro danza (il Movimento Centrale – la mia
base d’azione nonché l’unico spazio nel quale vedo rispettati i temi sopra
elencati), ho tenuto corsi in vari ambiti (musicale, terapeutico, wellness,
meditativo, giocoso, aziendale ecc.) nel campo della diversabilità, della
comunicazione aziendale, nella cornice della casa circondariale, come spiegavo
sopra, in spiaggia e in mare, al largo su una barca a vela ecc.
Come
Buddista credente e attiva (da oltre 17 anni, ma con un passato cristiano sia
protestante che cattolico, con alle spalle una gioventù vissuta come seguace
del guru indiano Osho e simpatizzante della corrente islamica Suffi) vivo
quotidianamente attività umanistiche - dal diretto sostegno delle persone fino
ad arrivare a mostre su diritti umani, temi ambientali, tavole rotonde di
condivisione con credenti di altre religioni-filosofie ecc.
Nel
Buddismo di Nichiren Daishonin si parla di un concetto chiamato KOSEN RUFU
(propagare ampiamente la dottrina corretta per assicurare la pace nel paese –
ove con “dottrina corretta” s’intende l’assoluta santità d’ogni forma
di vita e con “paese” s’intende il mondo intero), un movimento che
permette ad ogni individuo di rivelare il grande stato vitale della Buddità
(illuminazione, felicità assoluta) e di trasformare la propria vita alla
radice. Daisaku Ikeda (leader dell’associazione laica Buddista SOKA GAKKAI)
afferma: “Lo scopo di kosen rufu è
costruire una società in cui la scienza, la medicina, il diritto e tutte le
altre discipline e i sistemi creati dagli esseri umani contribuiscano alla
felicità dell’umanità e producano autentico valore.”. (Daisaku Ikeda, La
nuova rivoluzione umana, vol. 14, Esperia edizioni).
Il
messaggio di questo grande maestro di vita è dunque che qualsiasi disciplina
– e nel caso della KLANGWELT appunto l’arte di cantare – dovrebbe
contribuire ad un’autentica felicità (da non confondere con l’estasi) degli
esseri umani ed alla creazione di valore del quale trarranno beneficio anche le
generazioni future.
Un
altro aspetto che caratterizza il mio lavoro è l’estrema paura che mi ha
sempre impedito di vivere liberamente il mio amore per il canto (o che forse mi
ha salvato dal cadere totalmente nella trappola del martirio per mode e gusti),
problema che – come ho sperimentato in tanti anni d’insegnamento –
condivido con tantissime persone, soprattutto quelle che lo desiderano più
ardentemente. Grazie a questa paura sto positivamente riuscendo ad incoraggiare
altri impauriti e ad aiutarli a vincere a poco a poco la vergogna e le
devastanti consequenze sulla voce.
Amo
la vita e amo le persone e credo che il mondo dei suoni (KLANGWELT) possa avere
effetti meravigliosi (come libertà, dissolvenza, eqiuilibrio, integrazione,
calma, stupore, gioia, salute,
pace) quanto devastanti (pressione, tensione, eccessività, giudizio,
seperazione, stress, rabbia, aggressività, nervosismo, malattia, depressione
ecc.) in base alla qualità dei suoni.
Non offro certamente nessuna garanzia per l’assoluta liberazione dalle costrizioni sopra menzionate (per altro impossibile in un contesto socio-culturale pieno di esse) nonché per una qualità impeccabile, ma garantisco che la ricerca e l’intenzione del mio lavoro e quindi anche del progetto si muovono incessantemente in questa direzione. Continuo tutt’ora a partecipare ai seminari di ricerca vocale sotto la guida di GISELA ROHMERT nell’INSTITUT FÜR GESANG UND INSTRUMENTALSPIEL di Lichtenberg (Germania,) perché la ricerca di questo fenomeno è giovane e in continua evoluzione. Le scoperte illuminanti e benefiche di questa grande scienziata, studiosa di medicina e di canto purtroppo rimangono spesso in ambiti ristretti e già altamente sensibilizzati che rifiutano assolutamente il mondo cosidetto “commerciale” o “di massa”. Venendo proprio da questo mondo, desidero creare un ponte (come sto già facendo da anni con i miei alunni) sia per gli artisti che per il pubblico (che non possono esistere gli uni senza gli altri) fra le mode del momento – ossia la nostra realtà attuale – e ciò che corrisponde veramente alla nostra natura e che quindi porta ad un autentico benessere.
SCHEDA DI PRESENTAZIONE DELLA PERFORMANCE
La
fine e l’inizio
Alla fine di ogni guerra c’è sempre qualcuno che deve ripulire
La fine e l’inizio è un progetto che parla delle generazioni che nascono quando l’erba è già cresciuta così spessa sotto le macerie del dopoguerra, che non si riesce più a trovare le cause dei disagi che la gente vive. Dietro la maschera del perfezionismo e del progresso nelle sue varie forme si può benissimo vedere l’effetto di una distruzione solo apparentemente lontana: l’incapacità di gioire dell’amore, delle relazioni e della vita in genere.
Vorremmo parlare di questo e di come l’arte può portare un valore creativo in tale realtà.
La fine e l’inizio è l’incontro fra linguaggi molto diversi fra loro: il canto, la poesia, la danza, le immagini video. Tutti uniti da un filo conduttore: la Storia e le nostre vite quotidiane non sono assolutamente così diverse. La guerra, la morte, l’amore, la felicità, lo sguardo dei bambini, appartengono a tutti noi, piccoli e grandi, conosciuti e sconosciuti.
L’idea è quella di strutturare un percorso “ per quadri” (evidenziati da vere e proprie cornici), dove la vicenda personale del soldato Franz, si intreccia con le vicende della Storia e con quelle della vita quotidiana di una donna dei nostri giorni, che piange, ride, ama, odia……………..
I pezzi musicali sono il risultato della ricerca di Linda Hermes (sono stati scritti da lei in questi anni), mentre la traccia drammaturgia del percorso “a quadri” ci è stata suggerita dalle meravigliose poesie di Wislawa Szymborska (premio Nobel 1996). La danza di Tania Piattella è risultata fondamentale per arricchire, insieme ai contributi video, di significati emotivi il lavoro, visto che diverse canzoni e testi sono in lingua straniera (inglese, francese, tedesco): molti pezzi recitati, letti o cantati da Linda Hermes in una lingua diversa dall’italiano, hanno col tempo acquistato una vivacità sempre più profonda. Sicuramente stiamo giocando con la parole, col movimento e le immagini, proprio come fanno i bambini, senza tanti pensieri o remore.
E’ difficile definire in tutto ciò il senso di una vicenda, visto che questo lavoro non è solo uno spettacolo teatrale, né solo un concerto, e neppure una performance di danza. E’ la nostra vita, sono tante vite, probabilmente l’esistenza di tanta altra gente. Tutto qui.
Regia: Rossella Romagnoli
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Contact: lindahermes@tele2.it lindahermes@hotmail.it |
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